mercoledì 7 dicembre 2011

Amy Winehouse «Lioness: Hidden Treasures» [2011]



Amy Winehouse will probably be remembered as the best singer of the 21st century. Yet she was a frail woman, and died untimely, consumed by fame, drugs (mmmmh drugs), and the music industry.

Yeah the music industry. Those filthy bastards would like to exploit Amy even now that she rests in peace, making millions with this posthumous album. I say fuck them, and fuck money.

Unless she's actually having fun with the music heroes who pretend to be dead only to chill out and enjoy the good life, as explained by the best Italian band EVER.

I wish it was true. In the meantime, I listen to Amy's unique, unforgettable voice and - - - > cry.

giovedì 1 dicembre 2011

Aa. Vv. "11/22/63 Un-Official Soundtrack" [2011]



This soundtrack has been compiled following songs that appear in Stephen King’s novel “11/22/63”. All songs in this playlist are part of the plot and are mainly located in the Usa of 50 years ago, except for the first (by Jello Biafra and Mojo Nixon), which speaks of the nostalgia for the golden age (that never existed) of the fifties and works as an introduction to some of the themes of the book. Happy reading and happy listening.

Questa colonna sonora è stata compilata seguendo le canzoni che Stephen King cita nel suo romanzo “22/11/’63”. Tutte le canzoni di questa playlist sono parte della trama e sono ambientate negli Stati uniti di 50 anni fa, ad eccezione della prima (di Jello Biafra e Mojo Nixon), che parla della nostalgia per l'età aurea (che non è mai esistita) degli anni cinquanta e che funziona benissimo da introduzione ad alcuni dei temi del libro. Buona lettura e buon ascolto.

Jump in the rabbit hole ---> HERE

giovedì 17 novembre 2011

Jakprogresso «Demon Rum» [2009]



Jakprogresso non ci sta con la testa. Ma non vuol dire che non sappia scrivere, produrre e cantare rap. Anzi. "Nonostante le molteplici 'vacanze forzate' in isolamento nei repart psichiatrici e nei centri di riabilitazione" (è tutto scritto nella sua bio online) ha prodotto un numero impressionante di album, conquistando nicchie di fan che spaziano dai pigmei cannibali ai trapezisti vegani con il pollice verde. Jakprogresso è un artista dalle mille facce che con le sue creazioni (film, illustrazioni dipinti) ci conduce all'interno di quel boiler rivestito d'amianto che è il suo cervello e contamina ogni mente esposta alle sue radiazioni.

Noi vi abbiamo avvertito, ma se proprio volete ascoltarlo - - - > QUI trovate Demon Rum. (via wefuckinglovemusic)

venerdì 14 ottobre 2011

Beck «Guerolito» [2005]

Beck is that kind of artist that can be as mainstream as Lady Ga Ga, and yet keep an indie attitude like Jack Black when he performs in Tenacious D. No wonder the guys are buddies.

Beck is also the first person I've ever heard of being born a scientologist. His mum and dad have been early followers of the Hubbard, and hence baby Beck was brought up according to the rules of Dianetics.

This has probably nothing to do with the great and varied music he's been delivering since the early 1990s, and certainly nothing to do with Guerolito, a second version of his comeback album Guero. The lullabies, ballads and anti-folk-once-removed songs of his 6th album are completely remixed and revamped by people such as Air, Boards of Cananda, and Diplo.

It's totally fucked up, you'll love it.

lunedì 10 ottobre 2011

Ry Cooder «Pull up some dust and sit down» [2011] VS Mariachi El Bronx «II» [2011]

Nella migliore tradizione dei soundclash di Ciotoni, eccovi servito un duello a colpi di chitarre latineggianti, tradizioni rivisitate e fottuto rock'n'roll. Sono due dischi usciti negli ultimi mesi di questo 2011.
Giusto il tempo di mandare giù un cicchetto di torcibudella e cominciano i combattimenti. Volteggia in aria la monetina, un quarto di dollaro per decidere chi salirà prima sul palco.
E' croce. Avanti il primo.



Ad aprire il contest ecco Ry Cooder, vecchia volpe della slide guitar. Molti di voi lo ricorderanno per la colonna sonora d«Paris, Texas», cui hanno fatto seguito le collaborazioni coi Rolling Stones e - più di recente - una trilogia sulla storia sotterranea della California. Potete giurarci amici, quel vecchio satanasso del buon vecchio Ry, mi prenda un colpo, è cieco di un occhio ma che ha la vista lunga. E sforna questo album, un concept dedicato alla crisi che attacca i banchieri («Almeno Jesse James non prendeva le case alla gente»), lesuona agli speculatori e rivendica il potere per i Nostri (il brano dal titolo «John Lee Hooker for president» è tutto un programma).

Ascolta e giudica «Pull up some dust and sit down» ---> QUI 



Ma passiamo agli avversari. Servirebbero tutte le botti del reggimento di stanza a Santa Fe per dissetare questi maldidos... Peste! I nostri sfidanti sono giovani, sfrontati e ridanciani. Ecco che arrivano agitando i loro guitarones e strisciando gli stivaloni sulla dannata polvere di questa terra bruciata dal sole.
Sono i Mariachi El Bronx. Fino a qualche anno fa suonavano hardcore in quel di Los Angeles, poi si sono convertiti sulla via di Tijuana e hanno preso a suonare musica mariachi, con rispetto e voglia di sperimentare. Questo è il loro secondo album (del primo disco abbiamo già parlato qui). Hanno fatto progressi e si sono ormai impadroniti del genere. 

                                 Descargas «Mariachi El Bronx II», Cabròn! ---> AQUI


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