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domenica 17 luglio 2011

Heartbreakers «L.A.M.F.» [1977]


Johnny Thunders e` una delle figure piu` importanti del rinascimento rock and roll degli anni '70 che portera` al punk-rock.
Thunders aggiorno` a una nuova era la figura del loner/loser disperato che e` tipica della cultura Americana, e che avrebbe funto da fondamenta morale per il decennio successivo.
Rivalutando il rock duro e sporco degli anni '60 e lanciando il rock per omosessuali, Thunders contribuiti` in modo determinante all'emancipazione del rock decadente dagli stereotipi dell'istrionismo fine a se stesso.
Dopo aver formato i New York Dolls (complesso di travestiti per eccellenza), a New York nel 1971 (quando gli Actress di Thunders incontrarono il cantante David Johansen) nel 1975, con Jerry Nolan alla batteria e la complicità di Richard Hell (già nei Neon Boys, i futuri Television), fondò gli Heartbreakers, incarnando alla perfezione il ruolo della band perdente, come provano sia la povertà di consensi raccolti (per ottenere un contratto discografico furono obbligati ad emigrare in Inghilterra) e sia la singolare circostanza che entrambi i fondatori abbiano pagato con la prematura scomparsa la loro vita spericolata. Senza contare le frequenti ed effimere ricostruzioni, l'attività degli "spezzacuori" è durata solo tre anni, abbastanza, comunque, per confezionare un album di rock'n'roll aspro, secco e diretto cui il tempo regalerà la qualificadi classico.

LIKE A MOTHER FUCKER

domenica 10 luglio 2011

Black Flag «Nervous Breakdown» [1978]


Alla fine del 1976, Glen "Spot" Lockett, un musicista di Hermosa Beach, futuro produttore e tecnico del suono dei Black Flag, fu assunto come tecnico in un piccolo studio di registrazione locale, il Media Art. Spot lavorava anche part-time al Garden of Eden, un ristorante vegetariano dove divenne amico di Greg Ginn, cliente fisso del posto, con il quale intratteneva infuocate discussioni sulla musica. Greg era così infoiato dal primo album dei Ramones che iniziò a suonare la chitarra in un proprio gruppo punk, i Panic.
I Panic erano composti da Greg, dal fratello Raymond "Pettibon" al basso, dal batterista Brian Migdol e dal focoso cantante Keith Morris, commesso in un negozio di dischi e figlio del re delle esche e dei galleggianti del molo di Hermosa.
Più o meno in quel periodo Greg comprò un ampli da Gary McDaniel, uno scoppiato della South Bay che suonava in una garage band, iWurm, e nel 1977 sostituì Pettibon, assumendo lo pseudonimo di Chuck Dukowski in onore del poeta Charles Bukowski. Qualche mese più tardi il disertore colombiano Robo, un immigrato illegaleche era arrivato nel '75 ed era rimasto anche quando il suo visto da studente era spirato, sostituì Migdol alla batteria (attivi fin dal '77, nell'estate '81 i Black Flag erano già arrivati al quarto cantante, e per l'estate '86, quando si sciolsero, avevano bruciato almeno 15 membri).
Nel gennaio del 1978 i Panic registrarono al Media Art il singolo Nervous Breakdown per l'etichetta Bomp! di Greg Shaw. Però, visto che la Bomp! sembrava più interessata al pawer pop di gruppi come Beat, Pop e 20/20, i Panic chiesero i nastri e li ottennero, poi vennero a sapere che in Gran Bretagna c'era già un gruppo punk che si chiamava Panic, quindi Pettibon propose di ribattezzarsi con il simbolo dell'anarchia, la bandiera nera. Greg e Chuk erano daccordo, anche perchè lo spray omonimo contro gli scarafaggi faceva subito venire in mente il nichilismo. Raymond, un ragazzo prodigio laureatosi a 19 anni alla UCLA, disegnò il famoso logo dei Black Flag con le sbarre....

INTO YOUR FLESH

lunedì 13 giugno 2011

Burst City - di Sogo Ishii, 1982


 Un film che non ha radici nel cinema. L'ispirazione proviene da altrove: dai ritmi, dai suoni e dall'attitudine della scena punk. E' cinema liberato, che trascende le regole della forma.

L'azione si svolge in un Giappone post-apocalittico, un groviglio di aridi slum e autostrade devastate. Nella citta' esplosa chiunque è un punk, uno yakuza o uno sbirro corrotto. La mafia ha le idee chiare: per contenere la proliferazione delle le bande giovanili e ristabilire l'ordine nello slum bisogna costruire una bella centrale nucleare... e finalmente quei teppisti andranno a lavorare!

Rivolte di strada e guerre fra bande si susseguono incessanti. Potente, frenetico, bestiale, Burst City è una trasmissione proveniente dalla feccia del futuro.

Il film sta - - - - > QUI

sottotitoli italiani - - - > QUI

lunedì 2 maggio 2011

The Sinister Six «Outta Sight!» [1993]



Dopo l'ennesima sconfitta, il Doctor Octopus evade dalla prigione e chiama a raccolta tutti i supercriminali che hanno giurato vendetta all'Uomo Ragno. La proposta è quella di unire le forze e liberarsi una volta per tutte dell'odiato Arrampicamuri. All'appello rispondono Avvoltoio, Uomo Sabbia, Mysterio, Electro e Kraven. La ghenga di villains sarà conosciuta nell'universo Marvel come "I Sinistri Sei".

Personalmente credo che la scelta di un nome così cool dovrebbe essere sufficiente a convincere chiunque della grandezza di questa band, ma so che alcuni di voi pretendono dati più precisi. Ebbene, i Sinister Six vengono da Seattle, e suonano il garage-punk più selvaggio, sudicio e veloce di tutto il Northwest. Chi li ha visti dal vivo negli anni '90 li ricorda come una forza della natura.

Si scarica - - - > QUI

giovedì 28 aprile 2011

X-Ray Spex «Germ Free Adolescents» [1978]

Non date retta alle etichette da supermercato: Patty Smith era una fricchettona che approfittò della rivoluzione punk. La vera voce femminile del movimento che annunciò la fine del futuro è stata Poly Styrene, cantante degli X-Ray Spex scomparsa lo scorso 25 aprile a soli 53 anni.
La band durò soli pochi anni (nel 1979 erà già tutto finito), ma ebbe tempo di confezionare la via femminile al punkrock nell'album manifesto «Germ Free Adolescents». Canzoni politicizzate, sghembe, melodiche e dissonanti, con la voce negra di Poly Styrene che dipinge un mondo distopico coaudivata da un sassofono sarcastico (una novità per il genere) e da una solida band.
Il mondo degli X-Ray Spex è il mondo asettico e di plastica, in cui le donne (e gli uomini) sono da carne da cannone per la guerra del mercato. Ma basta inforcare un bel paio di occhiali a raggi x per svelare l'inganno. Qui trovate l'edizione deluxe di quel disco. Con tanto di inediti e chicche nascoste nel baule.
Che la terra ti sia lìeve, regina di plastica.

Scarica il primo volume ---> QUI
Scarica il secondo volume ---> QUI

domenica 17 aprile 2011

The Barracudas «Drop Out» [1981]



The principle of heterogenesis of purpose is powerful and unpredictable. It refers to the unintentional consequences of intentional actions. Imagine a US mid-westerner who is concerned for the future of his offspring, votes Republican at the presidential elections on the base of that concern, only to elect G.W. Bush who will send his son to die in a bloody oil war. That's the scary side of it.

In my case, it helped me discover an awesome band. Last summer i was at a music festival in a small hilltop village. It was getting rather windy and kind of cold, and my 2-year old daughter was shivering in her pushchair. I had to do something. Then i bumped into a T-shirt stand run by a middle-age couple of frikkettoni, the Italian word for hippies and tree huggers.

I was immediately attracted by a striking purple T-shirt with a yellow print of a long fish and the words The Barracudas. It was love at first sight. The vendors complimented me for my choice (they were talking bout the music), and i wore the T-shirt straight away, covering my daughter with the long-sleeved shirt i had on until then.

As soon as i got the chance i googled the name of the band, to discover they are the epitome of the most laid back subgenre of rock and roll: surf punk. Gone the NO FUTURE attitude of the late seventies, surf punk is all about getting the most out of here and now. Summer Fun is the opening track of the album and the most famous hit of the band. I think that says it all.

Try and have some - - - > fun, no matter what you do.

Via http://best-keptsecrets.blogspot.com      

mercoledì 30 marzo 2011

The Modern Lovers «The Modern Lovers» [1976]



Tagged at the same time as proto-punk, punk, and post-punk, The Modern Lovers are fundamentally a typical US rock 'n' roll band of the 1970s. Catchy guitar riffs, a rhythm session that never misses a beat, and minimalist lyrics about love and life in the land of opportunities: this is the essential content of the band's first and only real album, released when they had already split up.

Some of its members were later to be part of seminal names such as The Cars and Talking Heads, while the founder and guitarist would end up further exploring his concept of new American folk music with different line-ups known as Jonathan Richman and the Modern Lovers.


Get yourself some - - - > modern love.

mercoledì 23 marzo 2011

Joe Strummer and the Mescaleros «Last Night London Burned» [2002]

Tra un mese morirai sul divano della tua casa di campagna, dopo aver fatto una passeggiata con i cani. Ma questo tu ancora non lo sai. Sei pronto a salire sul palco e a suonare con la tua band, i Mescaleros, per sostenere lo sciopero dei vigili del fuoco di Londra. Non è un concerto come gli altri, perché sai che tra il pubblico c'è Mick, uno dei tuoi compagni di strada che ha da poco avuto una bambina. Per le ultime due canzoni salirà sul palco e risuonerete insieme dopo quasi venti anni. Sarà un grande concerto, alternerai il rock'n'roll e la ciumbia, il reggae e la musica afro, pezzi dell'Unica-Band-Che-Conta e brani che hai composto nella tua nuova vita. Qualcuno lo registrerà, diventerà un documento postumo dell'ultima notte che Londra bruciò. Davanti a centinaia di pompieri in sciopero.  

Go Straight to Hell, boy --->QUI

martedì 15 febbraio 2011

Dr. Feelgood «Stupidity» [1976]

Come è noto, il Novecento è finito assieme al Futuro nel 1977. Prima di quell'anno, quando ancora il rock'n'roll era minacciato da sintonizzatori, parrucconi e assoli barocchi, i Dr. Feelgood anticipavano i tempi. Venivano da Canvey Island, avamposto di sale da gioco malfamate, stazioni balneari sottoproletarie e raffinerie. Indossavano gli abiti della festa e giocavano a fare i duri per tenere fede alla nomea della loro terra di provenienza. L'estuario del Tamigi era la versione industriale del delta del Missisippi, e i Dr. Feelgood interpretavano a modo loro il blues e il r'n'r. Davano il massimo soprattutto nei live, grazie gli spasmi nevrotici del chitarrista Wilko Johnson e alla voce negra di Lee Brilleaux. Folgorarono Joe Strummer sulla via dei Clash. Cercate il bel documentario che gli ha dedicato nel 2009 Julian Temple, "Oil City Confidential".

It's only rock'n'roll, but I download it -----> Qui

lunedì 7 febbraio 2011

OFF! «First Four EPs» [2010]



Avete presente quel momento in cui, verso la fase calante della parabola tipica di un artista - e dopo avercela piallata con le minchiate sperimentali più insulse - si sente pronunciare la fatidica frase: "il prossimo disco sarà un ritorno alle origini"? MINCHIAFASTIIIIDIO! Ecco, con Keith Morris questo non succederà mai. La sua nuova creatura, gli "OFF!", macìna HC a randa, proprio come 30 anni fa. Cazzo, persino la copertina è di Raymond Pettybon!

Se state pensando che è tutto questo è patetico, scaricate e ricredetevi - - - - > Qui (RE-UP!)

domenica 6 febbraio 2011

The Bronx «Mariachi El Bronx» [2009]

Prima si chiamavano The Bronx, erano una delle tante (troppe?) neopunk band californiane e macinavano buona musica. Poi hanno scoperto di vivere nello Stato dei latinos e della maggioranza ispanica, hanno attraversato la frontiera affittando un'auto scassata lungo il tragitto che divide Los Angeles da Tijuana, hanno caricato a bordo un paio di mariachi e sono diventati Mariachi El Bronx. Grande disco, grandi ballate, si sentono la polvere sotto gli stivali, il vociare dello zocalo e il ritmo del Messico.

Versati una tequila e scarica - - - - > QUI
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