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giovedì 2 giugno 2011

Warne Marsh Quartet «Live in Berlin» [1980]


By
PETER MADSEN

One of my first great musical experiences in New York happened shortly after I had arrived here in 1980. I was rehearsing once a week with a band co-led by trumpeter Manny Duran and singer Carla White up in Breton Hall on 86th street and Broadway. During one of the rehearsals a shy thin gray haired man with a goatee walked in the room with a tenor saxophone and began to play with us. We were playing something like Tad Dameron's Hot House and this old guy begins to improvise like I had never heard before. With a sound that reminded me of Lester Young his lines came out snakelike weaving around smoothly, crossing over barlines with ease and playing amazingly complex rhythms throughout. This is what jazz is about I thought - improvising music in a completely unique style with a sense of exploration and risk taking. He was a musical tightrope walker keeping me in suspense as to what he would do next. Fantastic! After the piece was finished I was introduced to the one and only Warne Marsh.

Shortly after this rehearsal I received a phone call from Warne inviting me over to his studio for a session. I was thrilled with the idea of getting a chance to play with this musical genius and I was curious as to what music he would want to play. At first Warne just called standards like God Bless the Child and Just You Just Me, but then he wanted to play some Charlie Parker compositions and other bop masterpieces. I felt as if he were testing me and finally near the end of the session Warne pulled out some very difficult and twisted music written by Lennie Tristano and Lee Konitz, pieces like Subconscious Lee and Lennies Pennies. I had never played such complicated bebop music before. I noticed that these pieces sounded very similar to Warnes style of improvising with their unusual rhythms and across the bar-line phrases. I took the music home and began working on it as Warne wanted to play again the following week and I also decided I had better go out and buy some recordings of this amazing music to find out what it should sound like and who these musicians were. I knew of Lee Konitz from the Birth of the Cool recordings with Miles Davis and I had heard about the great blind pianist Lennie Tristano but I really never knew anything about Warne....


here here and here

giovedì 3 marzo 2011

Calexico «Live in Nuremberg» [2009]


Joey Burns e John Convertino sono due ragazzi davvero a posto. Se a Tucson - Arizona - fosse legale la bigamia, beh, fareste sposare vostra figlia a entrambi senza battere ciglio.

Studenti di musica presso l'università di Irvine e un passato di tutto rispetto nell'underground (Giant Sand, Friends of Dean Martinez), nel 1996 danno vita al progetto Calexico, combo del southwest con l'ossessione della frontiera. Il loro secondo LP, "The Black Light", è uno dei capolavori degli anni '90.

Recentemente i Calexico hanno aderito alla campagna contro la legge anti-immigrazione (Senate Bill 1070) voluta da quei bifolchi repubblicani al governo dell'Arizona. Da sempre si sbattono per mantenere libera la loro musica: potete trovare interi loro show (come questo) in Creative Commons o nel Pubblico Dominio, su siti come Archive o Cashmusic.

Questo bellissimo live è un viaggio sulle strade del confine, attraverso pompe di benzina abbandonate, fino ai paesini sperduti del fottuto Messico, con il vento torrido del deserto che soffia in faccia. Musicalmente impeccabile, registrato ad ottima qualità, con ospite il grande Mariachi Luz de Luna. Si scarica a gratis, *legalmente*.

Volete anche che vi ramazzino la stanza? Cliccate - - - - > Qui

martedì 1 marzo 2011

La primavera del 1960 di John Coltrane

John Coltrane era un tipo timido e metodico.

Dopo diversi anni di permanenza nel quintetto di Miles Davis si rese conto che i suoi esercizi quotidiani e instancabili lo allontanavano progressivamente dagli stilemi del jazz moderno tonale, colpa anche degli insegnamenti di Thelonious Monk.

Ma Coltrane era timido,invece di mandare Davis a quel paese, gli propinò un bel servizio nella tournee europea del 1960,  scatenandogli contro inesorabilmente la forza della libertà riguadagnata. Coltrane mobilitò da Stoccolma ad Amsterdam doppi suoni, armonici, fraseggi superveloci, deliberate circuzioni del giro armonico. Il pubblico spesso fischiava i suoi solo, ma anche il burbero Miles Davis pianse per il definitivo abbandono di Coltrane e per la sua agognata conversione alla violenza tellurica del free.

Dal 22 marzo al 9 aprile del 1960 nelle sale da concerto dell'Europa del Nord:

Stoccolma 22/3/1960 - - - - > Qui

Copenhagen 24/3/1960 - - - - > Qui

Zurigo 8/4/1960 - - - - > Qui

Amsterdam 9/4/1960 - - - - > Qui

lunedì 28 febbraio 2011

The Cramps «Live at Napa State Mental Hospital» [1978] + «Stay Sick!» [1990]

The Cramps Live at Napa State Mental Hospital


Se c'è mai stato qualcuno che ha meritato (rischiato?) di suonare in un ospedale psichiatrico, questi sono senza dubbio i Cramps. Il video - a fedeltà meravigliosamente bassa - inizia con Lux Interior che dice al microfono: "Qualcuno mi ha detto che siete pazzi, ma io non ne sono tanto sicuro!". Live at Napa State Hospital è l'equivalente rock'n'roll della storica rappresentazione beckettiana di "Aspettando Godot" nella prigione di Lüttringhausen. Meta-teatro allo specchio.

Ci si diverte come matti - - - - > Qui


Stay Sick!


Double feature!! E per la vostra autoradio, un bel dischetto dell'inizio dei 90s. Dopo più di dieci anni nessuna novità, semplicemente l'ennesimo capolavoro di sfrenato rock'n'roll. Certa gente non guarisce mai.

Stay Sick! - - - - > Qui

sabato 19 febbraio 2011

Andrea Centazzo / Alvin Curran / Evan Parker «Live in Florence» [1978]


La musica è il rifugio degli animi ulcerati dalla felicità. (Emil Cioran)
L'ulcera è la musica della felicita che si rifugia negli animi.
Gli Animi felici sono il rifugio della musica ulcerosa.

Senza musica la vita sarebbe un errore. (Friedrich Nietzsche)
Senza vita l'errore sarebbe una musica.
Senza musica l'errore sarebbe vita.

PS, la musica sta - - - - > Qui  (via http://inconstantsol.blogspot.com)

martedì 15 febbraio 2011

Dr. Feelgood «Stupidity» [1976]

Come è noto, il Novecento è finito assieme al Futuro nel 1977. Prima di quell'anno, quando ancora il rock'n'roll era minacciato da sintonizzatori, parrucconi e assoli barocchi, i Dr. Feelgood anticipavano i tempi. Venivano da Canvey Island, avamposto di sale da gioco malfamate, stazioni balneari sottoproletarie e raffinerie. Indossavano gli abiti della festa e giocavano a fare i duri per tenere fede alla nomea della loro terra di provenienza. L'estuario del Tamigi era la versione industriale del delta del Missisippi, e i Dr. Feelgood interpretavano a modo loro il blues e il r'n'r. Davano il massimo soprattutto nei live, grazie gli spasmi nevrotici del chitarrista Wilko Johnson e alla voce negra di Lee Brilleaux. Folgorarono Joe Strummer sulla via dei Clash. Cercate il bel documentario che gli ha dedicato nel 2009 Julian Temple, "Oil City Confidential".

It's only rock'n'roll, but I download it -----> Qui
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