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domenica 17 luglio 2011

Heartbreakers «L.A.M.F.» [1977]


Johnny Thunders e` una delle figure piu` importanti del rinascimento rock and roll degli anni '70 che portera` al punk-rock.
Thunders aggiorno` a una nuova era la figura del loner/loser disperato che e` tipica della cultura Americana, e che avrebbe funto da fondamenta morale per il decennio successivo.
Rivalutando il rock duro e sporco degli anni '60 e lanciando il rock per omosessuali, Thunders contribuiti` in modo determinante all'emancipazione del rock decadente dagli stereotipi dell'istrionismo fine a se stesso.
Dopo aver formato i New York Dolls (complesso di travestiti per eccellenza), a New York nel 1971 (quando gli Actress di Thunders incontrarono il cantante David Johansen) nel 1975, con Jerry Nolan alla batteria e la complicità di Richard Hell (già nei Neon Boys, i futuri Television), fondò gli Heartbreakers, incarnando alla perfezione il ruolo della band perdente, come provano sia la povertà di consensi raccolti (per ottenere un contratto discografico furono obbligati ad emigrare in Inghilterra) e sia la singolare circostanza che entrambi i fondatori abbiano pagato con la prematura scomparsa la loro vita spericolata. Senza contare le frequenti ed effimere ricostruzioni, l'attività degli "spezzacuori" è durata solo tre anni, abbastanza, comunque, per confezionare un album di rock'n'roll aspro, secco e diretto cui il tempo regalerà la qualificadi classico.

LIKE A MOTHER FUCKER

sabato 23 aprile 2011

Suicide «American Supreme» [2002]


Per comprendere il lavoro dei Suicide è necessario pensare al duo Vega/Rev come a una entità sciamanica, un medium tra noi tutti e lo spirito della città di New York.

Il rituale Suicide prende vita in una sporca traversa della metropoli. Arriva alla trance con la sintesi del principio attivo della forma-canzone pop: il chorus, proposto ossessivamente fino alla catatonia. Suicide diventa la voce olografica dello sprawl post-industriale, un poltergeist televisivo, la luce intermittente dei neon impazziti. Il medium Suicide consente la comunicazione con il regno dei morti e con gli antenati (Elvis Presley, i Velvet Undergound). Allo stesso tempo, la creatura Suicide incarna forze più selvagge e ancestrali; arriva per spaccare tutto, come King Kong fra i grattacieli.

 
Vega e Rev in una invettiva contro l'uomo bianco :)

L'album in questione, registrato subito dopo l'11 Settembre 2001, si aggira nella desolazione di Ground Zero giocando con le macerie. Il risultato è una creatura bastarda, che mescola ritmiche hip-hop ("Televised Executions", "Wrong Decisions"), sonorità elettro-vintage ("Child, It's A New World"), frenesie techno ("Swearin' To The Flag", "Death Machine"), funky al Ritalin ("I Don't Know") e sinistri scherzi industrial ("Disney, Dachau, Disco").

Si scarica - - - > QUI

(via http://bravojuju.blogspot.com)

martedì 1 febbraio 2011

Sharon Jones & The Dap-Kings«I Learned The Hard Way» [2010]



È tempo di soul revival negli States e l'etichetta-simbolo del recupero di quei ritmi è la DapTone di New York. Se avete amato Otis Redding e Aretha Fraklin dovete assolutamente ascoltare la voce calda di questa afroamericana corpulenta eppure sensuale. Guardatela coi suoi Dap-Kings sulla copertina del nuovo album: i mattoni rossi fanno molto Brooklyn e sono garanzia di genuinità.

Scarramare e poi danzare! - - - > Qui
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