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giovedì 1 dicembre 2011

Aa. Vv. "11/22/63 Un-Official Soundtrack" [2011]



This soundtrack has been compiled following songs that appear in Stephen King’s novel “11/22/63”. All songs in this playlist are part of the plot and are mainly located in the Usa of 50 years ago, except for the first (by Jello Biafra and Mojo Nixon), which speaks of the nostalgia for the golden age (that never existed) of the fifties and works as an introduction to some of the themes of the book. Happy reading and happy listening.

Questa colonna sonora è stata compilata seguendo le canzoni che Stephen King cita nel suo romanzo “22/11/’63”. Tutte le canzoni di questa playlist sono parte della trama e sono ambientate negli Stati uniti di 50 anni fa, ad eccezione della prima (di Jello Biafra e Mojo Nixon), che parla della nostalgia per l'età aurea (che non è mai esistita) degli anni cinquanta e che funziona benissimo da introduzione ad alcuni dei temi del libro. Buona lettura e buon ascolto.

Jump in the rabbit hole ---> HERE

martedì 31 maggio 2011

Albert Ayler «Rarities» [1964-1970]


Here's most of the material that's left unreleased officially after the massive "Holy Ghost" set that came out seven years ago (gee, it's been that long!?) - this consists mainly of two more sets from the November 1966 tour in Europe, as well as the outtake that was on the original pressings of ESP'-Disk 1002 and a stray cut still left in the can from the July 1970 St. Paul de Vence recordings. The final track was omitted from "Holy Ghost" under the assumption that Ayler wasn't present (Frank Smith would be the soloist all the way) - it's included for completeness' sake.

You can get it now, clicking - - - > Here (Part I), - - - > Here (Part II), and - - - > Here (Part III) (via ubu roi)

sabato 9 aprile 2011

Il Grande Silenzio - di Sergio Corbucci, 1968


"Il Grande Silenzio" è uno spaghetti western imperdibile.

Basato su una vicenda realmente accaduta durante la storica bufera di neve che ha colpito il sud degli Stati Uniti durante l'inverno del 1899, il film si svolge in un paesaggio quasi irreale, immerso nella neve.

Il rigido inverno ha portato fame e privazioni nel piccolo villaggio di Snowhill, Utah. I più poveri iniziano a darsi a piccole ruberie per sopravvivere. Divenuti fuorilegge, sono costretti a nascondersi nelle montagne. Silenzio (Jean Louis Trintignant), è un velocissimo pistolero muto che ha deciso di difenderli da una banda di spietati Bounty Killers capeggiati dall'infame Loco (Klaus Kinski).

Impressionante la cura di ogni particolare da parte del regista Sergio Corbucci: ambientazioni, fotografia, dialoghi, personaggi, tutto si mescola alla perfezione per dipingere un cupo affresco di violenza e malvagità.

"Tutto secondo la legge."

Download (DivX, in Italiano) - - - - > QUI
Streaming (DivX, in Italiano) - - - - > QUI
Colonna Sonora di Ennio Morricone - - - - > QUI (via sleazylistening.blogspot.com)

sabato 26 marzo 2011

Coleman Hawkins & Bud Powell «Hawk in Germany» [1960]


Pianist Bud Powell is heard in top form throughout this LP, playing six selections with his all-star trio (which also includes bassist Oscar Pettiford and drummer Kenny Clarke) and three songs on which the trio is joined by the great tenor Coleman Hawkins. There is plenty of classic bebop throughout the concert performance with Powell mostly sticking to standards (along with his original “John’s Abbey”); Hawkins is best on “Stuffy.”

Hawk and Powell were far from their peak, but somehow this recording of old friends seems to generate a spark. Pettiford would have passed within 6 mos., Powell within 3 years, which is also when Hawkins quit recording and just took to the bottle. He hung on for another 9 years. Only Klook managed to survive the ravages of fame, quietly passing at 81.

But so much for back story, the lp is classic Black Lion production. Lots of standards, with the Powell Trio taking the mostly upbeat tracks with Bean joining for the second half, mostly ballads. This release is recommended as a fine example of the playing of these classic masters.


Hook's Gem & Scott Yanow, AMG

Recorded at Essen Jazz Festival  2/4/1960 - Line-Up: Coleman Hawkins – tenor sax / Bud Powell – piano / Oscar Pettiford – bass / Kenny Clarke – drums

MP3@320 kbps package (LP-rip) is - - - > HERE

La Lunga Notte dell'Orrore - di John Gilling, 1966


Ecco a voi un filmaccio del periodo d'oro della Hammer, versione doppiata in italiano, in qualità DVD.

Un malvagio capitalista di un paesino della Cornovaglia trova - dopo un misterioso viaggio ai Caraibi - il metodo definitivo per ottenere a costo zero risorse umane docili e non sindacalizzate per le sue miniere. Molto ben curato in ogni aspetto (ambientazioni, recitazione, costumi, effetti speciali) "The Plague of the Zombies", questo il titolo originale della pellicola, è un classico del filone zombie/voodoo.

Il torrent per scaricare il file si trova - - - - > QUI

( via http://forum.tntvillage.scambioetico.org )

PS
Per effettuare il download avete bisogno di un client bittorrent.
 µTorrent (Win32/Mac) e Ktorrent (Linux) sono delle valide scelte libere e gratuite.
Gli scarramatori più hardcore usano già rTorrent (Mac/Linux).
Per gli amanti della vita comoda, il web browser Opera (Win32/Mac/Linux) gestisce direttamente il download dei file collegati al torrent.

giovedì 24 marzo 2011

Sun Ra Orchestra «Fate In Pleasant Mood When Sun Comes Out» [1961-1963]



C'è un solo uomo nella storia del jazz che passò direttamente dallo swing degli anni 30 al free Jazz; diceva di venire da Saturno e che i neri d'America avrebbero trovato la libertà solo nello spazio. Erano i roventi anni 60 e in queste ottime incisioni Sun RA elabora il suo viaggio immaginario nello spazio.
Suoni inauditi, colori interstellari, fregi egizi, regole sghembe, una musica che rifiuta la realtà razzista e bianca circoscritta dall'età del benessere e della guerra fredda. Sun Ra suona piano e tastiere e sfrutta timpani e percussioni per trasportare orchestra e spettatori verso altre galassie, alla ricerca di quella libertà negata da oltre un secolo alle popolazioni afro-americane.

Il viaggio è lungo e pericoloso; e non è ancora giunto a termine. Salite a bordo della Sun Ra Arkestra. Si trova - - - > QUI e - - - > QUI

lunedì 21 marzo 2011

Boris Karloff «Tales of the Frightened vol.1&2» [1963]




Boris Karloff era un uomo tutto d'un pezzo. E anche se divenne famoso per aver interpretato Frankenstein e altre creature da incubo, nella realtà era timido, gentile e sensibile, con una grande passione per le favole e la letteratura per l'infanzia. Ma la fama di mostro è difficile da scrollare via, e forse fu per questo che dovette scendere a compromessi con la sua passione per i racconti, recitando una serie di novelle dell'orrore raccolte nei due volumi di "Tales of the Frightened". Una doppia chicca in cui la voce stentorea e cupa di Karloff snocciola tutte le sfumature del brivido con un sottofondo di musiche distorte ed effetti sonori dal sapore sci-fi.

Se non avete paura di andare avanti cliccate - - - - > QUI e poi - - - - > QUI.


via digitalmeltdown

venerdì 18 marzo 2011

George Benson «The Other Side Of Abbey Road» [1969] VS Easy Star All-Stars «Easy Star's Lonely Heart Dub Band» [2009]

In the realm of things nobody really felt the need for, this is an interesting challenge. Which of the 2 yankee contestants can better express the musical spirit of The Beatles, the band that brought sitar to the Western audiences?



George Benson, master of guitar, payed his homage to the Fab Four back in 1969. His Other Side Of Abbey Road is a conceptual re-visitation of the Beatles' classic, released just months after the original. There is no room for reverence in it, just plenty of solos and extra notes, and the need to do a medley of the songs in order to express his jazzy attitude.

The Defendant - - - > Left Corner


Easy Star All-Stars on the other side confronted the myth of the Sirs from Liverpool something like 40 years after. They did it with no fear of appearing blasphemous, and with the philological rigor they've always shown in their reinterpretation of modern classics.

The Challengers - - - > Right Corner    

mercoledì 2 marzo 2011

The Ventures «The Original» [1998]

Nel 1980, nel corso di una chiacchierata core a core sulla spiaggia dell'isola di Martha's Vineyard, nel Massachussets, John Belushi diede al suo amico Dan Aykroyd una cassettina audio. Spiegò che se fosse scomparso prematuramente in quella cassetta c'era la colonna sonora del suo funerale. Nello specifico, scelse una canzone dei Ventures, "The 200 Pound Bee", "l'ape da 90 chilogrammi".
Sciaguratamente, in una fredda giornata del 1982, Dan fu costretto a rispettare quella promessa. Impossibile non pensare alla gag del Belushi  degli esordi al Saturday Night Live (mai troppo amata dalll'attore) in cui il futuro Jake Blues interpretava un volatile obeso, con tanto di ali e tuta a strisce gialle e nere. La canzone che accompagnò il vecchio John dall'altra sponda dell'Ade è compresa in questa raccolta.
I Ventures si formarono nel 1958 a Tacoma, Washington. Coverizzarono la qualunque, dalla tarantella alla musica classica passando per il mambo e il rock. Masticavano e vomitavano tutto in chiave surf sfoggiando un bel suono fuzz e attitudine proto-punk.

Surfa in omaggio a Belushi ---> QUI

martedì 1 marzo 2011

La primavera del 1960 di John Coltrane

John Coltrane era un tipo timido e metodico.

Dopo diversi anni di permanenza nel quintetto di Miles Davis si rese conto che i suoi esercizi quotidiani e instancabili lo allontanavano progressivamente dagli stilemi del jazz moderno tonale, colpa anche degli insegnamenti di Thelonious Monk.

Ma Coltrane era timido,invece di mandare Davis a quel paese, gli propinò un bel servizio nella tournee europea del 1960,  scatenandogli contro inesorabilmente la forza della libertà riguadagnata. Coltrane mobilitò da Stoccolma ad Amsterdam doppi suoni, armonici, fraseggi superveloci, deliberate circuzioni del giro armonico. Il pubblico spesso fischiava i suoi solo, ma anche il burbero Miles Davis pianse per il definitivo abbandono di Coltrane e per la sua agognata conversione alla violenza tellurica del free.

Dal 22 marzo al 9 aprile del 1960 nelle sale da concerto dell'Europa del Nord:

Stoccolma 22/3/1960 - - - - > Qui

Copenhagen 24/3/1960 - - - - > Qui

Zurigo 8/4/1960 - - - - > Qui

Amsterdam 9/4/1960 - - - - > Qui

sabato 26 febbraio 2011

Mina «Stessa Spiaggia Stesso Mare» [1963]


While being the most popular italian singer of her time, in 1963 Mina was banned from Italian TV and radio because her pregnancy and relationship with a married actor did not accord with the dominant catholic and bourgeois morals. Moreover, Mina's cool act combined sex appeal with public smoking, dyed blond hair, and shaved eyebrows to create an ambiguous "bad girl" image.

Despite ostracism, the second half of the sixties gave her bigger international success and prime-time TV rehabilitation. In 1978 Mina gave up public appearances, suddenly hiding herself in a cloak of mistery. The most versatile pop singer in Italian music continues to release popular albums on a yearly basis to the present day.

In her ealry classics, such as this out-of-print record reissued by Raro!Records in 1998, she combines classic Italian pop with elements of beat, swing, R&B and latin american music.

Get a slice of Swingin Italy - - - - > Here

giovedì 24 febbraio 2011

VV. AA. «The Trombone Album» [1980]


A chi osa chiedervi cos'è il Jazz, rispondetegli con questo disco.

Trombonisti a duello, due grandissimi J.J. Johnson e Frank Rosolino e un gruppo di eccellenti solisti arrangiati magnificamente (Frank Foster) in quartetto: Jimmy Cleveland, Bill Hughes,  Benny Powell, Henry Coker. Non è musica classica, dove tutti imitano un suono asettico, ma persino il colore dello strumento è personale e originale, lasciato alla creatività del solista.

Benchè epitomizzato ad insulto gerontofilo il trombone è versatile, fluido, colorato, plastico, e femminile (sempre da esplorare).

Il disco è in quattro parti, stanno - - - - > Qui (1/4) - - > Qui (2/4) - - > Qui (3/4) - - > e Qui (4/4)

(via http://andifyouhadtwocoats.blogspot.com/2010/11/trombone-album.html ) 

giovedì 17 febbraio 2011

The Astro Zombies - di Ted V. Mikels, 1968




Il Dr. DeMarco (John Carradine) da i numeri dopo essere stato scaricato dal governo americano, e decide di creare una super-razza di Zombies uccidendo gente e riassemblando i pezzi dei cadaveri. Questo simpatico progettino gli sfugge inspiegabilmente di mano, attirando l'attenzione della CIA e dei russi.

Vi basti sapere questo per godere a pieno di "The Astro Zombies": un filmazzo con tutti gli ingredienti tipici di un B-Movie che si rispetti: alambicchi, spionaggio, zombies, agenzie spaziali, mascheroni demoniaci e Tura Satana ( R.I.P. :( ) nel ruolo di una spietata spia sovietica.

Il file è in lingua originale, ma tanto potete guardarlo benissimo anche senza audio, magari come sottofondo visivo per un lungo aperitivo horror/lounge.

Se invece siete tra quelli che si chiedono "ma perchè non chiama la polizia??" nel bel mezzo di un horror, allora non guardate questo film.

Tutti gli altri possono cliccare - - - - > Qui
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