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sabato 23 aprile 2011

Suicide «American Supreme» [2002]


Per comprendere il lavoro dei Suicide è necessario pensare al duo Vega/Rev come a una entità sciamanica, un medium tra noi tutti e lo spirito della città di New York.

Il rituale Suicide prende vita in una sporca traversa della metropoli. Arriva alla trance con la sintesi del principio attivo della forma-canzone pop: il chorus, proposto ossessivamente fino alla catatonia. Suicide diventa la voce olografica dello sprawl post-industriale, un poltergeist televisivo, la luce intermittente dei neon impazziti. Il medium Suicide consente la comunicazione con il regno dei morti e con gli antenati (Elvis Presley, i Velvet Undergound). Allo stesso tempo, la creatura Suicide incarna forze più selvagge e ancestrali; arriva per spaccare tutto, come King Kong fra i grattacieli.

 
Vega e Rev in una invettiva contro l'uomo bianco :)

L'album in questione, registrato subito dopo l'11 Settembre 2001, si aggira nella desolazione di Ground Zero giocando con le macerie. Il risultato è una creatura bastarda, che mescola ritmiche hip-hop ("Televised Executions", "Wrong Decisions"), sonorità elettro-vintage ("Child, It's A New World"), frenesie techno ("Swearin' To The Flag", "Death Machine"), funky al Ritalin ("I Don't Know") e sinistri scherzi industrial ("Disney, Dachau, Disco").

Si scarica - - - > QUI

(via http://bravojuju.blogspot.com)

mercoledì 30 marzo 2011

The Modern Lovers «The Modern Lovers» [1976]



Tagged at the same time as proto-punk, punk, and post-punk, The Modern Lovers are fundamentally a typical US rock 'n' roll band of the 1970s. Catchy guitar riffs, a rhythm session that never misses a beat, and minimalist lyrics about love and life in the land of opportunities: this is the essential content of the band's first and only real album, released when they had already split up.

Some of its members were later to be part of seminal names such as The Cars and Talking Heads, while the founder and guitarist would end up further exploring his concept of new American folk music with different line-ups known as Jonathan Richman and the Modern Lovers.


Get yourself some - - - > modern love.

domenica 20 marzo 2011

Dos «Uno Con Dos» [1989]


The beginnings of Dos (pronounced like the word "dose" but it's actually the spanish word for "two") go back to the fall of 1985, while the Minutemen were still actually a group. It was to be Watt's first ever side project. Black Flag had earlier that year (in may) been on tour and had the Minutemen open up for about a week. Kira was Black Flag's bassist at the time and was asked by Mike Watt (Minutemen bassist) if she would be interested in jamming in a two-bass-only situation. [...]

Dos songs have come from jams, from lyrics given to them, are covers of great female vocalists they admire, the songs come from other bands they have played in, are written together, are written with one writing both bass lines, just about any way a song can come about, they have. they think of Dos as very punk rock, as there are no other bands anything like it. Also because they pay no heed to genres or fads, and don't care if people can't get the weirdness of their thing.

from Dos bio - January, 2003 (written by both Mike and Kira)

If you think the bass is easy, just click - - - - > HERE ...and think again

domenica 13 marzo 2011

AA.VV. «Decoder OST» [1984] VS Devo «EZ Listening Disc» [1987]

Nata negli anni '60 per il circuito delle radio generaliste, la "easy listening" è stata spogliata lentamente di ogni possibile appiglio per l'attenzione umana, fino ad evolvere nella cosiddetta "Muzak", un amorfo tappeto sonoro per ascensori, ristoranti e grandi magazzini.

Il soundclash di oggi porta sul ring due interessanti ricerche su questa affascinante forma di non-musica.

AA.VV. «Decoder OST» [1984]


All'angolo destro, la colonna sonora del cult movie di Klaus Maeck, "Decoder".

FM Einheit (percussionista degli Einstürzende Neubaten) è un giovane punk che scopre il nesso tra la musica usata come sottofondo in un fast-food e il lavaggio del cervello di massa. I suoni edulcorati e rassicuranti emessi dagli altoparlanti del ristorante sottendono complessi messaggi subliminali volti al mantenimento forzato della pace sociale: l'equivalente sonoro del Prozac, diffuso su larga scala. FM, con l'aiuto di William S. Burroughs e Genesis P. Orridge, decide di sviluppare una anti-Muzak, all'interno della quale il messaggio risulti completamente sovvertito. E dunque, poichè nell'incubo di FM la forma diviene tragicamente sostanza, i suoni originali registrati al fast-food vanno riprodotti a velocità sbagliata, infarciti di rumore e voci animalesche, o mescolati con l'audio di rivolte di piazza. La anti-Muzak funziona, e...

E' un medicinale, può avere effetti collaterali anche gravi, leggere attentamente le avvertenze prima di scaricare - - - - > QUI

= = =

Devo «EZ Listening Disc» [1987]



All'angolo sinistro, per un peso complessivo di oltre 900 libbre, i campioni del detournament semantico, signore e signori, i Devo.

"EZ Listening Disc" è una raccolta di successi dei quattro mattacchioni di Akron (Ohio), reinterpretati dalla stessa band in versione strumentale e in chiave "ez listening". Mantenendo il parallelismo con l'album precedente, si potrebbe dire che l'idea dei Devo è quella di pervertire, invece che sovvertire, la Muzak al proprio volere. Se il risultato del progetto Decoder è una bizzarra propaggine dell'industrial, l'album dei Devo si attiene rigidamente alle sonorità "easy", avvelenandone il messaggio in maniera più subdola. Si tratta di musica ambientale, certo, ma esattamente, qual'è l'ambientazione evocata? Chi sono i clienti del fast food dei Devo?

Scopritelo - - - - > QUI

giovedì 24 febbraio 2011

Double Dagger «Masks» [2010]


When a band is deliberately missing a key element, you should always ask the most obvious question: why? Yet this eclectic trio from Baltimore, USA, manages pretty well in its drums-bass-vocals combo.

Their 2010 EP is powerful and delicate, fast but including pauses, unique yet full of influences. When punk died sometime back in the 20th century, these guys were either not born, or busy doing something else, and never realized it. And that is good.

Stab yourself, twice, with Double Dagger's -----> Masks <------.

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Quando una band rinuncia volutamente a un elemento chiave, bisogna sempre farsi la domanda più ovvia: perché? Eppure questo eclettico trio di Baltimora, USA, se la cava abbastanza bene nella formula batteria-basso-voce.

Il loro EP del 2010 è potente e delicato, veloce ma ricco pause, unico eppure pieno di influenze. Quando il punk è morto qualche tempo addietro nel 20 ° secolo, questi ragazzi non erano nati, o erano occupati a fare qualcosa di diverso, e non se ne sono mai accorti. E questo è un bene.

Datti una pugnalata, anzi due, con i Double Dagger e il loro -----> Masks <------.

martedì 22 febbraio 2011

Man Or Astro-Man «Experiment Zero» [1996]

Perché non possiamo fare a meno di appassionarci all'immaginario sci-fi e horror degli anni cinquanta? Come ha spiegato Ken Hollings nel documentatissimo saggio «Benvenuti su Marte», in quegli anni è cominciata una battaglia cruciale. L'oggetto del contendere era la capacità di costruire mondi per rivendicarne il monopolio, in quel crinale stretto e ambivalente che separa il controllo delle menti dalla libertà delle coscienze. Come dimostrava la diffusione trasversale dell'Lsd, sia nei laboratori militari che nelle rivendicazioni sociali si «domandava l’impossibile». «La fantasia non è niente di più che una teoria irrealizzabile», afferma Hollings. Questo disco è un'ottima colonna sonora per «pensare l’impensabile». I Man or Astro-Man vengono dall'Alabama, mescolano surf, soundtrack di b-movies e punkrock. Stanno alle invasioni degli ultracorpi come i Misfits stanno alle notti dei morti viventi. «Esperiment zero» è probabilmente il loro lavoro più completo.

Per partire a razzo con loro - - - - > Qui

giovedì 17 febbraio 2011

The Fluid «Clear Black Paper» [1989]



Se anche tu nel 1989 non avevi la più squallida idea di chi fossero i The Fluid, ma nondimeno hai indossato camicie di flanella a quadrettoni per buona parte del decennio successivo, oggi che è morto il chitarrista puoi colmare la lacuna diventando fan postumo.

Con ----> questo disco "i più punkettosi tra i gruppi grunge" (secondo la definizione di Wllfully Obscure), assursero all'olimpo Sub Pop.

venerdì 11 febbraio 2011

Black Eyes «S/T» [2003]


Sotto un fitto strato di urla e distorsioni pulsa il funky scarnificato dei Black Eyes. E visto che è impossibile parlare di una band Dischord senza citare i Fugazi, leviamoci il pensiero: i Black Eyes sono come i Fugazi, anzi no, i Black eyes non c'entrano proprio niente. :)
Un gran bel disco della terza generazione post-hc di Washington DC.

Verifica tu stesso scaricando da - - - - > Qui
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